Daje, ggiovane!
- Con Debora Serracchiani (professione: bellagiovane)
- Con Vincenzo Iaquinta (ministro della cultura)
- Con Dario Franceschini (attualmente disoccupato)
- Con il mago Forrest (ministro delle finanze)
di Giampiero Busato
Su Facebook spopola il giovanissimo consigliere comunale della capitale delle Langhe (la definizione è autoaffibbiata), Alberto Gatto. Un neonato in culla durante le notti magiche di Italia ’90. Appena eletto, aveva dichiarato i suoi ideali ispiratori: l’amaro San Simone, la birra del Baladin, la Nutella, l’Estathé, Barack Obama, la Juventus e la Fiat Panda.
Oggi, dopo sei mesi di incarico, gli potremmo chiedere quale sia la sua posizione sul piano regolatore (quello che mio nonno considerava già in ritardo ai tempi di Nenni, per intenderci), sul terzo ponte sul Tanaro, sul traffico osceno in frazione Mussotto, sul parcheggio sotterraneo in piazza San Paolo. Ma essendo – non ne dubitiamo – esperto di nuove tecnologie potrebbe illuminarci anche solo su alcune notizie curiose che trapelano dal sito ufficiale del comune di Alba grazie all’operazione trasparenza (una grandissima invenzione: la legge impone alle amministrazioni di pubblicare cose interessanti sui loro siti, tanto nessuno si prende la briga di andarsele a cercare). Per esempio:
- alla voce “provvedimenti della ripartizione servizi legali” si legge che, nel 2008, il Comune ha pagato 1999,2 euro al deejay Stefano Baldini per presentare Vinum. L’iniziativa sarà confermata nel 2010? Chi verrà invitato a padrineggiare? E quanto lo pagheremo? A noi, e scusate la licenza, piacerebbe tanto una bella gnoccolona (del resto il sindaco si è già fatto una involontarissima figuraccia senza averla invitata, tanto vale farla venire adesso).
- alla voce “Capo di Gabinetto del sindaco” nella scheda sugli adempimenti generali si legge che nel 2007 Roberto Cerrato, in qualità appunto di capo gabinetto, ha ricevuto 22.270 euro. Nel 2008 lievitati a 26.802. Quest’anno, dopo 4 mesi, è stato liquidato – a elezioni perse – con 6972 (impegnati: 13552 euro). Qual è l’emolumento riservato al nuovo capo di gabinetto, Gianfranco Maggi?
- nel 2007, come si evince dalle spese di ripartizione urbanistica e territorio, il comune ha pagato una fattura di 132.000 euro (con soldi della Regione, che ha finanziato la redazione del progetto con 160.000 euro, a quanto risulta) in favore di uno studio associato per “la realizzazione del programma operativo di sviluppo del piano strategico “Programma Territoriale Integrato Alba Bra Langhe Roero anni 2006 – 2007 – programma di sviluppo per un territorio a vocazione agroalimentare e turistica”. Di questo piano si trova qualche notizia sul giornale comunale, nel numero del 4 luglio 2008. Si dice (cito) che il programma aveva come obiettivo “l’ottenimento di finanziamenti regionali per la valorizzazione della filiera agroalimentare, la valorizzazione ambientale e paesaggistica del territorio, la promozione del turismo, il miglioramento delle infrastrutture al servizio della filiera agro-alimentare e turistica”. Il tutto grazie a “sette progetti stretegici” tra cui la “messa in rete dei castelli, dei beni e delle iniziative culturali”, la “qualificazione del servizio ferroviario” e il “sostegno alla candidatura Unesco” (e ci sarebbe da discuterne, in proposito). Domanda: come stanno andando le cose? Sono arrivati i soldi? Quanti? Il progetto ne stimava sui 130 milioni, metà pubblici e metà privati. Ci sono novità rispetto alla classifica stilata dalle regione sui progetti presentati (Alba è a metà, né in zona promozione né in zona retrocessione)?
Nel caso, poi, vi interessasse sapere quanto hanno guadagnato il personale dirigente e il segretario comunale lo scorso anno guardate qui.Lo so cosa state pensando: avete sbagliato tutto, nella vita. E vabbè, consolatevi: mica siete gli unici.
Se vuoi informarti, Alberto, e farci sapere qualcosa di più noi siamo qui. Non ti promettiamo una cassa di San Simone perché fa male al fegato, e una cassa di Nutella neanche. Facciamo una birra del Baladin. Ma una bottiglia, non di più, che costa dieci euro, manco fosse un buon dolcetto.



















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