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Regionali: il vademecum dell’economista

24 marzo 2010 di Francesco Bogliacino 281 views 9 Comments

In vista delle elezioni regionali in Piemonte, credo sia opportuno un breve ragionamento riepilogativo dei dati delle ultime consultazioni. Data la giungla di regole elettorali nel nostro paese mi limito a riportare i dati sulle regionali post 1995, per uniformità di regole. Ricordo che l’attuale legge (il Tatarellum) nasce proprio nel 1995 ed è rimasta invariata, benché le regioni possano introdurre modifiche a seguito della legge del 2004. Per dettagli sulla norma invito a consultare l’articolo di Paolo Balduzzi.

Ricordo un paio di cose che sono importanti nel leggere i risultati: (a) è possibile il voto disgiunto, (b) non esiste una relazione monotonica tra voto e numero di seggi, posto che l’assegnazione del premio di maggioranza tiene conto di una serie di soglie (per ulteriori chiarimenti, segnalo questo articolo). Riporto il dato aggregato regionale, quello comunale e quello della città di Alba, del candidato e della coalizione che lo sostiene (per la presenza di voto disgiunto); il tutto condensato nella Tabella 1.

 

Tabella 1.

Riepilogo Regionali in Piemonte (elezioni con Tatarellum)

Alcuni commenti:

(a) Alba e Cuneo si confermano una roccaforte di destra, per cui vedo pochi problemi per Cirio, anche se la strategia di candidare un democristiano a sinistra ha già pagato una volta. In linguaggio tecnico si dice puntare all’elettore mediano (e l’elettore mediano si sa dove sta da quelle parti). Sembra incredibile ma anche la sinistra riesce a definire una strategia, alle volte. Questo indipendentemente da valutazioni personali, che ometto;

(b) nell’interpretare il risultato del 1995, in particolare le percentuali più basse dei due principali gruppi, si prega di tenere a mente che Comino correva da solo con la Lega Nord forte di un consenso gigantesco (22% in provincia).

 

[Nota: la versione precedente conteneva due errori, ringrazio Amedeo per la segnalazione]

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9 Comments »

  • Francesco Bogliacino (author) said:

    Nota: cliccando sulla Tabella si ingrandisce e diventa leggibile. Scusate il formato non troppo user friendly.

  • Amedeo said:

    due precisazioni
    riguardo al punto a), siccome il voto disgiunto è possibile soltanto da domenica prossima, secondo me ogni considerazione è inutile.
    fino al 2005 NON si poteva votare un candidato governatore PIU’ un partito diverso da uno di quelli che lo sosteneva.
    era quindi possibile: 1) votare SOLO il candidato governatore 2) votare un partito (e il voto andava ovviamente al candidato governatore da quel partito sostenuto). dal che ne consegue due diverse %, a livello statistico e di report, che fa 100 come somma dei voti ai partiti e 100 come somma dei voti ai governatori. le differenze sono dovute ai voti AI SOLI CANDIDATI GOVERNATORI. ora, dire che un candidato governatore, fino al 2005, ha preso meno della somma dei suoi partiti significa dire che un altro candidato governatore ha preso più voti AL SOLO CANDIDATO GOVERNATORE. e questo, secondo me, non è significativo, in assenza di voto disgiunto, anche perchè l’elettore medio non credo proprio abbia l’accortezza di scegliere conoscendo così bene la differenza tra il voto a un partito (che va al candidato governatore) e il voto al solo candidato governatore
    c) Comino era, nel 1995, il candidato della Lega Nord, e non indipendente
    Saluti
    Amedeo

  • Francesco Bogliacino (author) said:

    Ho corretto hai ragione, avevo scritto di fretta (la prossima volta riporto anche i voti in valore assoluto che tra l’altro effettivamente premiano Ghigo). Per Comino intendevo indipendente come fuori dai due “Poli”, ma effettivamente hai ragione tu che l’informazione era suscettibile di interpretazione alternativa.

    Grazie
    Francesco

  • Betta said:

    Visto che il risultato delle elezioni non e’ stato oggetto di un editoriale posto qui il mio commento. Mi ha un po’ stufato la strenua difesa di Grillo e dei grillini riguardo alla non colpevolezza nella sconfitta della Bresso perché ritengo errata la linea di difesa scelta. I voti di Grillo hanno 4 componenti:
    1. Astensionisti (elettori che senza Grillo non avrebbero votato)
    2. Nullisti (elettori che senza Grillo avrebbero annullato la scheda)
    3. Bressisti (elettori che senza Grillo avrebbero votato Bresso)
    4. Cotisti (elettori che senza Grillo avrebbero votato Cota)
    pertanto Grillo = astensionisti+nullisti+bressisti+cotisti
    in termini matematici g=a+n+b+c
    e’ altamente probabile, per non dire certo, che statisticamente b>c+0,5%, cioe’ che inassenza di Grillo la bresso avrebbe raccolto almeno lo 0,5% in più di cota.
    Cosa mi stupisce di più e’ la strenua difesa della posizione di non essere stati i guastafeste. Il voto a Grillo e’ legittimo come ogni altro voto, basta questa come spiegazione!

  • pippocervella said:

    non ho capito betta: quindi grillo secondo te è “colpevole” oppure no?
    e se sì, è più “colpevole” grillo o i DS?
    secondo me, a prescindere dalle colpe dei grillini, le colpe sono dei DS: hai un cavallo in casa come Chiamparino e lo tieni nella stalla.
    A maggior ragione adesso che Prodi riprende le tesi di Chiamparino sul PD federale, già teorizzato tempo fa dallo stesso Chiampa.
    In pratica l’unico del csx che ha un’idea, assieme forse a Marino, viene tenuto in disparte, e si da voce agli idioti contorsionismi verbali di un veltroni che vale meno del due di piche. Anzi, si da voce ai silenzi di D’Alema. Che fastidio, si ripete la storia di Cofferati “soffocato” alla leadership nel suo momento di massimo fulgore.
    E poi questi DS s’incazzano se potresti votarli e non lo fai: o bella questa, la colpa è dell’elettore e non di chi si propone, l”azienda” va male e la colpa è degli operai, non dei dirigenti.

    beh..un’insalatona!

  • Francesco Bogliacino (author) said:

    in generale è ragionevole ipotizzare che Grillo abbia tolto gran parte del voto all’astensione, e allo stesso tempo che Chiamparino avrebbe preso più voti. Se questi voti fossero sufficienti a vincere non lo so (ripeto, serve guardare i flussi), ma probabilmente si, visto che la differenza è stata di 70000 voti.

    In ogni caso non mi semrba corretto parlare di colpevolezza: la bresso i voti se li deve guadagnare se li vuole :-)

  • Betta said:

    Probabilmente ultimamente non riesco a esprimermi perché devo sempre rispiegare. Io credo che senza la lista Grillo, con grande probabilità, la Bresso avrebbe vinto per due motivi:
    1. politicamente non ci sarebbe stata da sx una critica al suo operato e programma
    2. I grillini che sarebbero comunque andati a votare avrebero perlopiù votato lei
    ma, come detto, non credo sia una colpa di Grillo
    In democrazia chi vuole si candida e gli elettori votano chi vogliono.

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