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Non dire Gatto se non ce l’hai nel sacco

6 luglio 2009 di Giampiero Busato 297 views 4 Comments
L'illustre Alberto Gatto si presta a farsi fotografare con un attempato fan.

L'illustre Alberto Gatto si presta a farsi fotografare con un attempato fan.

Lo so, vi sono mancato. Ma come tutte le volte in cui mi tocca parlare del PD resto sempre lì, e avverto quella sensazione di vuoto pneumatico: una leggerezza frizzantina che solo l’aria fritta sa regalare. Comunque sia la notizia c’è, e ve la porto in palmo di mano.

“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”  è un proverbio coniato e reso celebre dall’immortale Giovanni Trapattoni (qui, al minuto 1:32). La saggezza popolare dice “quattro”, ma “gatto” è più bello in effetti, e ha anche più senso benché mettere i gatti nel sacco non sia mica tanto facile (ma lo è sempre più di mettere “quattro”,  e poi quattro cosa?). La stessa saggezza avrebbe dovuto consigliare la tifoseria del candidato sindaco umiliato al ballottaggio, Carlo Castellengo, e invece no. Il popolo di Silvio ha messo lì un coetaneo del padrone del vapore, spalleggiato da un manipolo di sbarbati che inneggiava a Berluscolandia e si faceva forte di un programma irresistibile, che finalmente mettesse i Gggggiovani al centro della politica. Come, direte voi? Dando loro cariche istituzionali, per esempio? Nooo, quelle le si lascia ai grandi. Ai giovani, tenetevi forte, veniva offerta una possibilità rivoluzionaria: le navette per gli ubriachi il sabato sera, gli aperitivi free in discoteca, i concerti rock in riva al Tanaro e, più in generale, il diritto al futuro (ma quale, poi: semplice? Anteriore? Passivo? Ritorno al futuro, il fim di Zemeckis?) Tutto vero, leggete qui

Prevedibile che, contro una tale macchina da guerra di imberbi, potesse farcela anche Matisse, il mio gatto persiano, che peraltro si accontenta del diritto alle crocchette e dell’uso libero e indiscriminato del lettone per dormire, pulirsi, farsi le unghie e giocare a palla (sì, gioca a palla e para i rigori meglio di tre degli ultimi quattro portieri della nazionale). Infatti i Giovani per Alba sono colati a picco col loro nostromo, quasi coevo di capitan Findus (che si chiamava John Hewer ed è morto l’anno scorso, povero). Che beffa, eh?

Non abbastanza, evidentemente. I ragazzi di Papi, una volta in acqua, hanno trovato ad attenderli un altro siluro ad altezza perigliosa. Gatto. Non il mio, che non sa (ancora) nuotare e per le prossime comunali non ha ancora deciso se presentare una sua lista o aderire a quella dei Giovani per Alba (la trova interessante, io sono per la libertà di pensiero). Gatto. Alberto Gatto, nato il 22 febbraio 1990 e, quindi, con la patente di Gggiovane molto più di tanti Giovani per Alba. Un giovanissimo, via. Del quale non ho visto striscioni per la città, né dirigibili col suo faccione, né trenini, né gelatai con il suo logo tatuato sulla cialda. Non mi ha offerto aperitivi, pizza, birra né caffè. Alberto Gatto ha preso il triplo dei voti del Giovane per Alba più votato e, con un didietro che solo Gino Capotosti può vantare in maggior misura, è diventato consigliere comunale ad Alba. Fantastico: l’apoteosi della sfiga, per i giovani albesi rotariani.

Ho chiesto qualche sommaria informazione, al Serracchiani albese. Mi ha detto che ha fatto la quinta enologica, e deve fare sesta (e fin qui). Ama l’amaro San Simone, la birra del Baladin, la Nutella, l’Estathé, Barack Obama, la Juventus e la Fiat Panda. Ammazza: un duro e puro. Ma non è solo questo, il franceschiniano Gatto: “Condivido la stessa ideologia politica così ho parlato con gli esponenti albesi del PD e ho deciso di candidarmi…ma devo dire k alle comunali essere di destra o di sinistra nn conta molto…cioè k conta sn i contenuti.” Venerdì il primo consiglio comunale: all’ordine del giorno potrebbe proporre di stenografare i verbali dell’assemblea col metodo dei messaggi SMS. O di invitare Buffon a Capodanno in piazza, a spalmare la Nutella agli sfigati rimasti in città.

Capito, Giovani per Alba? Cioè k conta sn i contenuti.

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4 Comments »

  • giac said:

    Gatto ha preso una valanga di voti. 120 – con 400 candidati – è un successo di livello assoluto. Bravissimo nel portare a termine il progetto ‘farsi-eleggere-consigliere-comunale’. Vincente!

  • schizoide said:

    “alle comunali essere di destra o di sinistra nn conta molto”
    è vero, basta l’ipocrisia, un aspetto almeno presentabile ed il calcio in culo dai potenti di turno, ha perfettamente ragione. questo ragazzo ha capito come gira il mondo, farà strada (purtroppo)

  • Lisa said:

    Vincente, e bravo. Anche quando portava a termine “soltanto” il progetto di Estate Ragazzi.

  • giuditta said:

    Speriamo faccia molta strada, se lo merita,
    e visto che lo conosco, non è un ipocrita e tanto
    meno non ha avuto calci in culo dai potenti di turno.
    Alberto continua così e tanti auguri per il tuo futuro.

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