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I provinciali

Federico Ferrero (1976): giurista spassionato, fa il giornalista a Milano (Eurosport, l’Unità, il Riformista e altre cose).
Marco Giacosa (1974): ex economista appassionato, vive e lavora a Torino. Nel tempo libero scrive. Nel tempo occupato, pure.
Francesco Bogliacino (1980): economista appassionato, ha lasciato la città, la provincia, la regione, la nazione e il continente. Insegna all’Università di Medellin.
Pippo Cervella (1975): ha studiato rocce in Friuli. Tornato in provincia, non si occupa del terreno delle Langhe.

Perché Provinciadialba?

1) Perché non esiste, la provincia di Alba. E non esistono nemmeno voci come questa: in provincia tutti conoscono tutti. E sapete come funziona in provincia, no? Dire le cose può essere un problema se vivi e lavori qui: lo è se tieni famiglia ma anche solo se tieni un’attività professionale che rende e non vuoi rinunciare ai benefici restringendo la clientela, le conoscenze interessate, le amicizie utili.

2) Perché abbiamo un vantaggio non da poco rispetto a tutti gli altri settimanali-mensili-periodici-fogli-riviste locali: chi di noi è pagato per scrivere e per andare in tivù è così fortunato da non avere legami economici con la sua zona d’origine. Ecco perché sui giornali locali – almeno qui – è difficilissimo trattare argomenti ostici: meglio lasciar perdere, meglio non rischiare di dover rinunciare a un cliente, meglio non farsi nemici. Noi non abbiamo clienti. Non chiediamo e non concediamo favori. E non vogliamo neanche farci dei nemici, se è per questo, ma per vivere non abbiamo bisogno degli assessori, dei consiglieri, degli amministratori di azienda, dei commercianti, dei politici locali, dei costruttori, dei produttori di vino, delle associazioni, del Rotary, dei Lions o delle fondazioni.

3) Perché possiamo dare notizie senza timore che ci tolgano pubblicità: la pubblicità, qui, non la facciamo. Anzi: a volte la faremo, ma gratis. Incredibile, eh? Se, come e quando la vorremo. Decideremo noi chi si sarà meritato la nostra attenzione. Sicuramente non chi ci avrà offerto dei soldi per apparire: quello è un mestiere che lasciamo volentieri a certa stampa locale, che peraltro lo sa fare benissimo. Ma vi assicuriamo che c’è gente che merita, e di cui non parla nessuno solo perché non paga. Così come c’è gente che non merita ma di cui parlano (benissimo, è ovvio) tutti quelli che vengono pagati per farlo.

4) Perché non ci interessa il lavoro di cronisti locali ma siamo legati alla nostra terra natale: le storie e i personaggi anche in provincia non mancano, nel bene e nel male: c’è gente onesta che ha delle grandi idee, gente che dà ancora un valore alla parola passione, addirittura più che alla parola euro. Gente che crede nella cultura (vera) e la difende. Gente che non ha paura nel condurre le sue battaglie, gente che ha scelto di vivere nel piccolo ma che ha una testa grande così. Basta saperla trovare e non avere timori di effetti collaterali. La provincia è un’ottima misura per scrivere in libertà. Non conteremo i raduni degli alpini e non andremo a intervistare la gente ‘in vista’ inginocchiandoci perché non ci interessa e non abbiamo tempo né voglia di fare un giornale. Ricordiamo, però, che nel nostro liceo classico Govone Fenoglio ci insegnarono come i valori sia più facile trovarli nei discorsi di Seneca che in quelli di Sandro Bondi. Che appartenere alla categoria sociale dei clientes non sia esattamente qualcosa di cui vantarsi. Che provinciale troppo spesso significa con ipocrita. Che il nostro è uno dei posti più belli in Italia, sì, ma non è il centro del mondo.

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2 Comments »

  • enrico said:

    auguroni! Io nel mio piccolo voglio fare la stessa cosa ma restando qui ad Alba (con incoscienza assoluta delle conseguenze) , perchè? Perchè non mi faccio prendere per il culo Alba non è il 2 villaggio piu felice di Italia, non è Mappletown un nido di simpatia! E sono abituato a:
    essere un bastian contrario
    dire quello che penso
    non dover chiedere mutui alle banche
    sono un incosciente!
    Auguri per la vostra nuovas creatura!

    Molli

  • Stefano said:

    Complimenti per il progetto, davvero interessante.
    Io nel mio piccolo ho avuto un’idea simile, ma con poco tempo a disposizione e da solo non so quanto potrò impegnarmi.
    Il vostro è davvero un bel sito e sono felice di vedere che ci sono altre persone che nel loro piccolo fanno qualcosa per poter informare e dare una visione d’insieme, senza padroni e senza il dio denaro.
    Continuate così!

    Stefano

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